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D
dormire da piedi.
La locuzione è tipicamente toscana e ben nota in area labronica. Essa trae origine dall'uso e dalla necessità, un tempo assai frequente nelle famiglie numerose, di dividere il letto con più persone e quindi di disporsi in esso in modo alterno, l'uno con la testa in corrispondenza dei piedi dell'altro, allo scopo di economizzare lo spazio; tale positura, presentava non pochi inconvenienti per coloro i quali si trovavano, per così dire 'da piedi' e cioè con il capo dalla parte opposta della testiera del letto, in quanto - non fruendo dell'appoggio della medesima finivano con il naso sulle estremità del vicino e se, com'era probabile, a costui puzzavano esageratamente i piedi oppure soffriva di flatulenze intestinali, i tapini ne potevano anche riportare traumi psico-fisici incancellabili. (cfr.: O. LEZZO, Puzzi di casa mia, Coteto 1932).
Da questo costume è nata la convinzione che il dormire da piedi sia indice di scarsa perspicacia e ha dato luogo alla creazione della forma figurata in oggetto, usata come antifrasi; «...e tanto si dorme da piedi!» dirà il gentiluomo livornese per evidenziare la propria abilità in operazioni quali il parcheggiare a retromarcia o telefonare da una cabina pubblica senza gettone.
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